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MASTER: LA DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA
NELL'ADULTO E NELL'ANZIANO

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Discriminazione di forme visive
(Efron, 1968; Warrington e Taylor, 1973; Worrington, 1985; Worrington e James, 1988).

Warrington (1985) e Warrington e James (1988) richiesero, per porre la diagnosi appercettiva, il superamento del:
1. test di discriminazione quadrato-rettangolo di Efron (1968) in cui il soggetto deve dire se le coppie di figure dalla A alla G (coppie quarato-quadrato, rettangolo-quadrato) sono uguali o diverse (le figure geometriche presentate hanno uguale area ma diversa forma); e di una prova di rilevamento della presenza di una forma rispetto allo sfondo:
2. test figura-sfondo di Warrington e Taylor (1973) in cui il soggetto deve dire se vede un cerchio o una X, che vengono presentate su uno sfondo costituito da puntini, in modo che ci sia molto "rumore" (noise). Queste prove sarebbero, entro certi limiti, indipendenti dall'acuità visiva, potendo essere compromesse in pazienti con acuità visiva conservata e integre in pazienti con acuità compromessa.

Secondo Warrington e James (1988), sono agnosici appercettivi i malati che, avendo superato le due prove elementari di percezione di forma, falliscono su di una serie di test percettivi più complessi, quali il riconoscimento di:
  • a. fotografie di oggetti presi da prospettive insolite
  • b. silhouette di oggetti disegnate di scorcio;
  • c. ombre tridimensionali di oggetti, variamente rotati;
  • d. figure incomplete di Gollin (1961);
  • e. lettere incomplete;
  • f. accoppiamento di facce, fotografate da angoli differenti.
Warrington riserva il termine di agnosie appercettive a quel tipo di agnosia che è quella per cui il paziente non riesce ad identificare oggetti presentati secondo prospettive inusuali (Warrington e Taylor, 1973) o che non riescono a denominare oggetti presentati in scale molto diverse (Warrington e James, 1988).