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MASTER: LA DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA
NELL'ADULTO E NELL'ANZIANO

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Aprassia ideomotoria.
TEST DI VALUTAZIONE DELL’APRASSIA

Le prove di imitazione di gesti che hanno un significato (es. gesto del ciao, del saluto militare, del segno della croce), o senza senso, sono considerate specifiche per l’aprassia ideomotoria, in quanto non implicano la rievocazione della sequenza motoria necessaria a compiere un certo gesto. I movimenti da imitare vengono eseguiti con le dita, l’intera mano o l’intero arto superiore (De Renzi e Faglioni, 1996). Esse sono state impiegate da diversi autori, una loro variante è stata proposta da De Renzi e coll (1980b):
il test consiste in 24 prove di imitazione effettuate con le dita, la mano e l’arto omolaterale alla lesione.
Ogni gesto è presentato sino a tre volte se la produzione non è corretta, e riceve un punteggio da 3 a 0 a seconda che la copia sia giusta la prima, la seconda, la terza volta, o mai. Il test comprende 24 gesti di cui 12 simbolici e 12 non simbolici, per un punteggio totale di 72. L’applicazione del test ad oltre 200 soggetti normali ha dimostrato che la diagnosi di aprassia può essere formulata con affidabilità quando il punteggio scende al di sotto di 53, è probabile, ma non certa, per un punteggio fra 53 e 62, ed è esclusa quando il punteggio è maggiore di 62.
Gli errori più frequenti di fronte a queste prove sono: errori di perseverazione, di omissione, di sostituzione, nella produzione della sequenza esatta.