Il portale italiano dedicato alle neuroscienze a cura della Dott.ssa Claudia IANNOTTA
SESSIONE AUTUNNO 2010 - CORSI TEORICO-PRATICI DI:
"ALTA FORMAZIONE IN NEUROPSICOLOGIA"
I nostri corsi intendono formare futuri professionisti nel campo della diagnosi e/o riabilitazione neuropsicologica, secondo una metodica di insegnamento consolidata con successo nell'arco di quasi dieci anni, basata su lezioni strutturate in una prima parte teorica ed una seconda parte atta all'acquisizione di competenze pratiche, attraverso numerose esercitazioni su casi clinici, simulazioni e role-playing che vengono svolti durante il percorso didattico. Per ogni modulo di ciascun corso, verranno fornite dispense didattiche comprese nel costo dell'iscrizione.
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Test Neuropsicologici
Selezione, Somministrazione, Registrazione e Scoring
Selezione:
nessun test neuropsicologico è una misura pura di una specifica funzione o processo cognitivi
ciascun
test neuropsicologico attiva molteplici
abilità cognitive
i
test di memoria ed esecutivi operano anche
su una funzione neuropsicologica strumentale
non
è possibile misurare una funzione
cognitiva somministrando uno o due test
l’individuazione
di un deficit cognitivo deve avvenire sempre
attraverso l’analisi multidimensionale
delle prestazioni ad una batteria di test
costruita man mano in base alle prestazioni
individuali
Criteri
di selezione dei test di screening
Sede
della lesione cerebrale: corticale\sottocorticale,
emisfero sn\dx, focale\diffusa
Natura\
eziologia della Malattia: vascolare, traumatica,
degenerativa, tumorale, dismetabolica
Tempo
intercorso dall’esordio \ Fase della
malattia: acuta, post acuta, esiti oppure
stato evolutivo iniziale-intermedio-terminale
Tipo
di decorso della malattia: progressivo, cronico,
verso il recupero.
Età,
Scolarità e Caratteristiche socioculturali
del paziente
Motivo
dell’esame
Test
di approfondimento
in
base ai risultati dei test di screening l’utilizzo
di batterie precostituite onnicomprensive
è dispendioso e aspecifico
Procedure
di Somministrazione:
I manuali dei test forniscono procedure standard alle quali attenersi rigorosamente al fine di ricavare un punteggio standardizzato
Si modifica la procedura e quindi la standardizzazione dell’osservazione, per ottenere ulteriori informazioni:
si concede più tempo
si modifica la modalità di risposta
si allerta l’attenzione
si ripete
si forniscono ulteriori spiegazioni
si chiede di riconsiderare la risposta
si suggerisce
Registrazione:
La
risposta "standardizzata"
Il
tempo impiegato
Gli
errori autocorretti
Le
risposte perseverative
L’inchiesta
dell’esaminatore
Le
facilitazioni
Le
risposte successive
L’attenzione
La
risposta catastrofica
Scoring:
La
prestazione del paziente ad un test viene
trasformata attraverso le procedure di scoring
in un dato quantitativo
A
ciascuna risposta del paziente all’item
stimolo viene attribuito un punteggio
i
punteggi possono essere dicotomici oppure
assegnati su scala ad intervalli o su scala
ordinale
il
punteggio può essere costituito anche
dal tempo impiegato ad elaborare la risposta
(raramente è una combinazione)
la
sommatoria dei punteggi di ciascun item,
costituisce il punteggio grezzo del
test.
Trasformazione
Statistica
per
confrontare il punteggio del paziente con
quello del gruppo di riferimento, trasformare
i punteggi grezzi in punteggi standardizzati,
punti z o ranghi percentili
i
manuali dei test di solito dispongono di
appropriati ranghi percentili distribuiti
per età e di tabelle gia predisposte
per la trasformazione in punti standard.
per
i test che non dispongono di un manuale,
i dati normativi (disponibili nella pubblicazione
scientifica) sono espressi in medie e deviazioni
standard per gruppi di età.
età
e scolarità incidono in modo significativo
sulla distribuzione dei punteggi; dovrebbero
essere adottate procedure di correzione.
PUNTO
Z
si
ricava lo scarto dalla media del punteggio
del paziente dal gruppo di controllo di
riferimento
z = p. grezzo - Media
deviazione
standard
considerando
la coda negativa della distribuzione normale
si considera patologico un punteggio inferiore
a due deviazioni standard dalla media, perché
tali punteggi possono essere presenti solo
nel 2% della popolazione
tenendo
conto dell’errore standard di misura
si possono accettare come patologiche anche
prestazioni inferiori
I
test neuropsicologici spesso non hanno una
distribuzione normale dei punteggi
i
test, essendo designati alla misurazione
del deficit, hanno una concentrazione degli
item nei range più bassi; una prestazione
normale avrà un punteggio elevato
(effetto soffitto)
Quando
i punteggi non sono distribuiti in modo
normale è preferibile il confronto
con i percentili.
Percentili
Il
punteggio grezzo viene confrontato con quello
corrispondente alle diverse fasce della
distribuzione in percentili.
Si
considera deficitaria una prestazione che
cade al di sotto del 5° percentile.
I
ranghi percentili sono basati sulla reale
distribuzione dei punteggi, che può
essere diversa da quella normale
Analisi
dei risultati
Nell’interpretazione
dei processi cognitivi, preservati o compromessi,
il punteggio di un test non sostituisce
mai l’osservazione, ma può
costituire l’inizio della fase diagnostica.
Considerando
la coda negativa della distribuzione normale
un punteggio, indicativamente può
essere classificato:
Normale
0-1ds dalla media º 18°-50° percentile
Borderline
1-2 ds dalla media º 16°-3° percentile
Deficitario
2-3 ds dalla media º 2°-.01°percentile
Gravemente
deficitario >3 ds dalla media
Il
risultato del test va valutato in riferimento
alla distribuzione dei punteggi del gruppo
normativo e all’attendibilità
del test.
I
test ed i loro punteggi si riassumono in
una tabella.
PROFILO
NEUROPSICOLOGICO
Il
processo diagnostico può iniziare
con l’analisi dei punteggi più
bassi al fine di individuare la medesima
funzione cognitiva o processo deficitari.
Successivamente
si determina l’area in cui sono state
ottenute le migliori prestazioni.
L’interpretazione
non va MAI eseguita test dopo test, ma deve
essere un quadro coerente di tutti i risultati.
Centrale
è l’analisi dei processi
cognitivi che sono implicati nell’esecuzione
di una abilità e di una prestazione
deficitaria
Si
devono rilevare associazioni e dissociazioni
nei deficit evidenziati, che vanno confrontate
con i modelli teorici cognitivi,
Si
giunge ad una ipotesi finale, da verificare
e supportare con l’osservazione,
l’intervista e l’evidenza
neuroanatomica, e che possa dare origine
all’individuazione di una sindrome
neuropsicologica
Integrazione
dei dati dell’assessment
sviluppo
dell’attuale profilo di funzionamento
neuropsicologico
previsione
del potenziale di adattamento e funzionamento
dell’individuo
restituzione
al paziente e alla famiglia
integrazione
del progetto riabilitativo
eventuale
programma di riabilitazione neuropsicologica
L’assessment
neuropsicologico a cosa serve?
fornire
al paziente ed alla famiglia indicazioni
sulle abilità compromesse e su quelle
residue, per potere riadattare in modo congruente
le aspettative e gli obiettivi per il futuro,
nonché le strategie di compenso
completare
la diagnosi neurologica, supportandone la
diagnosi differenziale
sviluppare
un programma di riabilitazione cognitiva/neuropsicologica
completare
il progetto riabilitativo integrato
a
fini legali
A
chi serve?
al
paziente e alla famiglia
al
Medico e all’Equipe Riabilitativa
alla
Scuola
ai
Servizi di Inserimento Lavorativo
Dott.ssa Silvia Toniolo
Ospedale di Riabilitazione San Giacomo
Servizio di Neuropsicologia
Ponte dell’Olio, Piacenza