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MASTER: LA DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA
NELL'ADULTO E NELL'ANZIANO

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Descrizione dei disturbi del sonno nell'anziano
Durante la vecchiaia si presentano delle modificazioni tipiche nelle caratteristiche del sonno. Il tempo speso negli stadi di sonno lento diminuisce, mentre vi è un associato aumento di risvegli durante il sonno e nel tempo totale di veglia durante la notte. In parte questi cambiamenti potrebbero riflettere una mancanza di un completo controllo circadiano della regolazione del sonno.

Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, non si assiste invece nell'anziano ad una complessiva riduzione del tempo di sonno, dal momento che la parziale riduzione del tempo totale di sonno notturno è compensata da sonnellini diurni.

Non sono però, se attentamente valutati in sede di diagnosi, riscontrate nell'anziano associazioni tra queste variazioni nelle caratteristiche strutturali del sonno e disturbi veri e propri del sonno.

Una percentuale ampia di anziani sono comunque a rischio per i disturbi del sonno che possono essere causati da molti fattori come il ritiro o le modificazioni delle attività sociali, la morte del/la partner o di amici stretti, l'aumento dell'uso di farmaci, l'esistenza di malattie concorrenti e le alterazioni dei ritmi circadiani. Sebbene l'esatta incidenza non sia ancora nota, si stima che presentano disturbi del sonno circa la metà delle persone con età uguale o superiore ai 65 anni che vivono a casa e circa due terzi di quelli lontano dalle famiglie. Pur essendo pari a circa il 13% della popolazione le persone in questa fascia di età consumano una percentuale approssimativa pari al 30% dei farmaci. Una parte assai consistente di questi farmaci sono sedativi ed ipnotici, la cui sicurezza ed efficacia, fra l'altro, non è stata completamente testata su soggetti anziani. Inoltre in questi soggetti, più raramente che in altre fasce di età, si ricorre ai trattamenti non farmacologici.

La classificazione internazionale dei disturbi del sonno non prevede per l'anziano l'esistenza di sindromi specifiche, mentre sono ovviamente maggiori le incidenze dei disturbi di sonno associati a malattie degenerative del SNC (p.e. il morbo di Alzheimer), a malattie cardiovascolari, a problemi respiratori, ad artriti, a sindromi dolorose, a malattie prostatiche e ad endocrinopatie.

I due disturbi più largamente riscontrabili sono rispettivamente le ipersonnie, rappresentate prevalentemente dalle apnee del sonno, e le insonnie secondarie a malattie psichiatriche o a disturbi di natura medica.