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Apnee del sonno
Il termine apnea significa assenza di respirazione. Un episodio di apnea può durare da dieci secondi a due o tre minuti. La persona allora si sveglia, può agitarsi, cercare aria e riaddormentarsi. Di solito un nuovo episodio non si fa attendere. Le apnee determinano alterazioni respiratorie e cardiocircolatorie che compromettono la funzione ipnica con conseguente sonnolenza diurna e riduzione della performance durante la veglia.

Durante i periodi di sonno in cui compaiono le apnee, e quindi nei casi più gravi nel corso dell'intera notte di sonno, è presente un russamento intermittente; alcune inspirazioni profonde ed estremamente rumorose si alternano a momenti di silenzio respiratorio generalmente della durata di 20-30 secondi. L'interruzione della respirazione, talora accompagnata da cianosi, induce generalmente chi dorme vicino a svegliare il paziente.

Un attento osservatore può notare che durante le apnee i movimenti respiratori per lo più persistono e anzi tendono a divenire più ampi mano a mano che ci si avvicina alla fine dell'episodio di apnea. La ripresa della respirazione è esplosiva ed è frequentemente accompagnata da gemiti, borbottii o vocalizzi, e da movimenti corporei, talora violenti, che possono provocare la caduta dal letto. La apnee sono più frequenti in posizione supina. Quando la sindrome non è grave e il paziente non dorme in posizione supina, le apnee possono essere incomplete, cioè ipopnee. L'ipopnea è caratterizzata da un periodo di russamento attenuato preceduto e seguito da alcune inspirazioni molto rumorose.

Le persone che soffrono di apnea notturna grave in genere accusano un'eccessiva sonnolenza diurna. Tuttavia i pazienti con forme più lievi possono lamentare insonnia e dire che si svegliano ripetutamente durante la notte per ragioni sconosciute.

Tipicamente questi pazienti riferiscono di essere forti russatori, talora sin dall'infanzia, di avere aumentato l'intensità del loro russare in epoca relativamente recente, in coincidenza, nella maggior parte dei casi, con un aumento del peso corporeo o, meno frequentemente, con un aumento della dose serale di alcol.

Si distinguono, di solito, due tipi di apnea. nel primo, l'apnea centrale, il centro respiratorio pontino non attiva lo stimolo a respirare, e ci si sveglia da dieci a sessanta dopo per mancanza d'aria. Questo può accadere alcune volte all'inizio del sonno oppure può ripetersi per tutta la notte. Nell'altro tipo di apnea, apnea ostruttiva del sonno, quando ci si addormenta la via respiratoria superiore si chiude e si ha l'interruzione del flusso aereo. Questo può essere causato da problemi anatomici, come un'ugola molto grande o l'attaccatura della lingua molto arretrata, che viene risucchiata quando si respira. In altri casi la via respiratoria è ostruita da depositi di grasso oppure è troppo piccola e flaccida e si chiude quando si respira.

Trattamento.

Secondo William Dement, il 75% dei casi di apnea notturna non viene diagnosticato. Se si sospetta un disturbo di questo tipo, è necessario rivolgersi ad un centro per i disturbi del sonno. Spesso la prima indicazione di una diagnosi di questo tipo viene dalle indicazioni del/la partner del paziente che si accorge dei periodici episodi in cui il partner cessa di respirare e deve successivamente svegliarsi per respirare.

In ogni caso, in questi casi, bisogna evitare l'uso di ipnotici, non assumere alcolici, evitare di fumare e, se si è in sovrappeso, cercare di dimagrire. Altre strategie parziali possono essere: sollevare la testa con un certo numero di cuscini o dormire in poltrone reclinabili.

La postura supina è particolarmente da evitarsi e, per modificare l'eventuale abitudine acquisita, si può ricorrere ad un dispositivo che induce risveglio (mediante un suono acuto) se si assume la posizione supina.

Il trattamento più usato, nei casi di diagnosi di apnea, è costituito dalla pressione continua positiva delle vie respiratorie (CPAP). Si tratta di una mascherina da applicare al naso prima di andare a dormire e di un compressore che distribuisce aria a una pressione leggermente più elevata di quella della stanza. questa pressione maggiore mantiene la via respiratoria aperta e il paziente può dormire normalmente.

Gli altri trattamenti sono prevalentemente di tipo chirurgico per correggere le anomalie nelle vie respiratorie superiori. A seconda dei casi si pratica, quindi, la ricostruzione mascellare (per spostare in avanti l'attaccatura della lingua), l'ugolapalatofaringoplastica (UPPP) (con l'obiettivo di tendere i tessuti abitualmente i tessuti troppo rilassati).