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Sindrome di Kleine-Levin (ipersonnia ricorrente primaria)
La sindrome di K-L è caratterizzata da una persistente sonnolenza che accompagna il paziente per tutto l'arco delle 24 ore e che lo spinge a passare molto del suo tempo a letto. La sindrome è però temporanea e reversibile. La durata degli episodi può variare da alcuni giorni ad alcune settimane, fino a risolversi gradualmente e spontaneamente. Sintomi differenziali rispetto alla narcolessia e all'ipersonnia idiopatica sono i comportamenti iperfagici e ipersessuati.

L'iperfagia non si accompagna ad un aumento dell'appetito e si estende anche ad alimenti in genere rifiutati o, quanto meno non apprezzati, dal paziente; corrisponde ad un comportamento puramente compulsivo.

L'ipersessualità consiste in una caduta di freni inibitori, proposte ripetute ossessivamente e masturbazione incontrollata. Inoltre questi pazienti non appaiono più descriminare in alcun modo nella scelta del partner, né per quanto riguarda la sua età e sesso.

La diffusione della sindrome è prevalentemente a carico del sesso maschile, secondo un rapporto di 3 a 1 con il sesso femminile. Si manifesta prevalentemente nell'adolescenza, tendendo a scomparire del tutto con l'età adulta.

Trattamento.

Ad esclusione del trattamento con farmaci stimolanti che, seppure riescono temporaneamente a ridurre notevolmente gli attacchi di sonnolenza diurna, non esiste un adeguato e soddisfacente trattamento farmacologico della sindrome di K-L.

Al contrario risultano assi più efficaci gli approcci psicoterapeutici che, probabilmente, affrontano in maniera più radicale i fattori eziologici della malattia che, seppure non ancora definiti con chiarezza, sembrano rimandare alla delicata fase dello sviluppo puberale.