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Wechsler Adult Intelligent Scale o WAIS e WAIS-R
(Wechsler, 1955a, 1974b; Wechsler, 1981).

La WAIS, per adulti (16-64 anni), deriva dalla forma I della Wechsler-Bellevue; la WAIS-R (17-64 anni), forma rivisitata, per adulti, deriva dalla WAIS ed è stata pubblicata dopo la morte di D. Wechsler.

Queste scale sono formate da 11 subtest suddivisi in 6 prove verbali e 5 di performance:
  • 1. Informazione o Cultura generale. I quesiti sondano la quantità di informazioni accumulata dai soggetti e variano per contenuto e difficoltà a seconda dell’età considerata (si va da “Che forma ha la palla?” a “Che cosa sono gli scritti apocrifi?”.
  • 2. Comprensione. Si chiede al soggetto di trovare un perchè a fatti o azioni comuni, di spiegare il significato di proverbi, di risolvere problemi di vita quotidiana (per esempio: “Perchè si lavano i vestiti?”). La soluzione implica buon senso, capacità di verbalizzazione, utilizzazione di esperienze passate (e quindi acculturazione), valutazione di situazioni pratiche.
  • 3. Memoria di cifre. Vengono lette al soggetto serie di numeri (fino a 7 cifre) e gli si chiede di ripeterle, in avanti e all’indietro. Sono implicate memoria uditiva, attenzione, capacità di non distrarsi.
  • 4. Ragionamento aritmetico. Vengono letti brevi problemi aritmetici (per esempio: “se un tale ha fumato 6 sigarette e ne aveva 10, quante ne ha ora?”), a cui il soggetto deve rispondere oralmente. Oltre alla capacità di “ragionamento aritmetico” i problemi implicano comprensione di istruzioni verbali, concentrazione e capacità di non distrarsi.
  • 5. Analogie. Si chiede al soggetto di dire “in che cosa si somigliano” due oggetti. Richiede percezione delle caratteristiche essenziali, concettualizzazione, associazione, valutazione concettuale.
  • 6. Vocabolario. Si chiede al soggetto il significato di parole che gli vengono lette una per una. La lista originaria venne costituita scegliendo parole a caso da un dizionario scolastico. Nel valutare le risposte si tiene conto solo della corretta comprensione.
  • 7. Completamento di figure. Si presentano ai soggetti dei disegni incompleti raffiguranti oggetti comuni e si chiede di indicare qual è la parte mancante e di dirne il nome. Richiede abilità nel riconoscere oggetti familiari e nel valutare quali dettagli sono essenziali e quali no.
  • 8. Riordinamento di storie figurate. Ai soggetti viene presentato un gruppo di vignette che nel loro insieme compongono una breve storia (tipo “striscia di fumetti”); si chiede di riordinare le varie parti ”in modo che la storia abbia un senso”.
  • 9. Disegno con cubetti. Si danno al soggetto dei cubi con le facce dai diversi colori e modelli di disegni geometrici da riprodurre con i cubi stessi. Richiede abilità nella percezione di forme, capacità di soluzione di problemi, integrazione visuo-motoria, rapidità nell’esecuzione. E’ una variante della prova di disegno con i cubi di Kohs (Kohs, 1923), ritenuta, anche da sola, una buona misura d’intelligenza generale e rilevativa di lesioni organiche.
  • 10. Ricostruzione di figure. Si presentano al soggetto delle parti di cartoncino che vanno ricomposte in modo da formare un “qualcosa” che abbia senso (per esempio un animale, una parte del corpo umano). Si tiene conto anche del tempo impiegato. Sul risultato influiscono capacità di analisi visiva e abilità a sintetizzare più elementi in un insieme.
  • 11. Associazioe tra simboli e numeri o cifrario. Si chiede ai soggetti di associare dei simboli grafici (disegni geometrici astratti) a dei numeri (da 1 a 9) e si valuta la rapidità e la precisione dell’esecuzione. Sull’esecuzione influisce l’abilità nell’apprendere un compito nuovo e il coordinamento visuo-motorio